Vogliamo condividere con voi alcuni spunti tratti dalla lettura di un articolo di Tomas Pueyo, autore, divulgatore scientifico, dirigente tecnologico in Silicon Valley. Tomas Pueyo e’ autore di una seguitissima rubrica Substack, Uncharted Territories e ultimamente si e’ concentrato su AI, Storia, Geopolitica, Energia e Clima.
L’articolo in questione, Peak Oil Is Coming, ovvero la fine del petrolio sta arrivando (trovate il link alla fine), analizza la transizione delle fonti energetiche, dal petrolio alle rinnovabili, e in particolare si domanda cosa succedera’ ai petrol-stati (inclusa la Russia, che con i soldi derivati dala vendita di petrolio e gas ad esempio finanzia la guerra in Ucraina).
Dati alla mano Pueyo dimostra come, una volta che una nuova energia inizia a farsi strada, la transizione sia rapidissima.

Ad esempio questa grafica descrive l’energia utilizzata per il trasporto: il trasporto a carbone dopo aver prosperato per quasi 100 anni, nel giro di 20 anni e’ stato completamente sostituito dai derivati del petrolio.

In questa invece si vede la transizione per l’illuminazione, dalle candele al gas e all’elettricita’. In questo caso l’elettricita’ e’ passata dal 5% an 90% in meno di 20 anni.
Le nuove tecnologie inizialmente stentano a partire, ma poi la sostituzione avviene molto velocemente, anche perche’ i costi di produzione si abbassano sempre di piu’. Secondo Pueyo solare, eolico e batterie stanno per decollare.

Nell’articolo Pueyo analizza in particolare la produzione di rinnovabili in Cina, che e’ passata da 0 a 900 GW di potenza solare installata in poco piu’ di 10 anni e ad una produzione annua di 10mila TWh. La Cina oggi riesce a produrre 1 TW di pannelli solari all’anno (ovvero un decimo dei 10TW di pannelli attualmente installati in tutto il mondo).

Ma anche se in misura ridotta il solare va forte un po’ ovunque, come si vede da questo grafico, le curva che rappresentano la percentuale di elettricita’ prodotta dal solare in vari Paesi sono esponenziali, il che significa che probabilmente entro il 2040 oltre il 90% di energia verra’ dal sole.

Per quanto riguarda i veicoli elettrici, quest’anno le vendite in Europa hanno superato per la prima volta quelle dei veicoli a combustione e cio’ non accade solo in Cina o nei Paesi ricchi.
Secondo Pueyo entro il 2050 il mercato dei combustibili fossili si sara’ ridotto a tal punto che i Paesi come Russia, Venezuela, Arabia Saudita e Emirati dovranno trovare economie alternative.
In conclusione sembra abbastanza ovvio che i petrol-stati e l’industria del petrolio stiano facendo carte false per rallentare il piu’ possibile la transizione, e il piu’ delle volte riescono a raggiungere i politici e influenzare le loro decisioni (come ad esempio ritardare lo stop al motore termico o definanziare le rinnovabili), ma per fortuna la tecnologia va avanti in maniera indipendente, la politica potra’ solo rallentarla di qualche anno.
Certo fa rabbia pensare che dall’altra parte ci sono Paesi come la Cina che ci hanno creduto e hanno investito fin dall’inizio e sono quelli che ne trarranno il guadagno maggiore, ma alla fine tutti dovranno adeguarsi, altrimenti saremo totalmente dipendenti dalla Cina.
