Nuovo record di concentrazione di CO2 atmosferica

Il 3 aprile abbiamo superato quota 421ppm (parti per milione) di CO2 atmosferica, battendo ancora una volta il record assoluto di concentrazione di anidride carbonica (418ppm, registrato lo scorso primo giugno). E sicuramente a breve infrangeremo il record nuovamente, infatti il picco annuo e’ atteso per fine aprile – fine maggio. Il trend degli ultimi 10 anni ci vede passare da una media di 390ppm a 415ppm.

Un record di cui non andare fieri perche’ ormai tutti sanno che la concentrazione di CO2 e’ legata all’aumento della temperatura, per via dell’effetto serra, e che il riscaldamento globale porta eventi climatici estremi, innalzamento dei mari, desertificazione, carestie, guerre e alla lunga l’estinzione del genere umano.

L’anno scorso abbiamo raggiunto un picco di 418ppm, quindi gia’ siamo a +3ppm. Riportando il tutto al volume dell’atmosfera, 1ppm di CO2 equivale a 7,81Gt (giga tonnellate, ovvero miliardi di tonnellate) di CO2, quindi ad oggi nello scorso anno abbiamo gia’ emesso 33,43Gt di CO2 (considerando le 10Gt assorbite ogni anno dagli oceani), per un totale di 3.288Gt di CO2 presenti in atmosfera, di cui 195Gt negli ultimi dieci anni. Ovviamente la CO2 atmosferica non si puo’ azzerare, infatti nell’era pre-industriale (1750) la concentrazione era dell’ordine di 278ppm per un totale di 2.170Gt, ma e’ l’accelerazione degli ultimi decenni a preoccupare, infatti si e’ passati da un aumento medio di 0,85ppm degli anni 60 ai 2ppm della decade 2000-2010, fino ai 2,40ppm di incremento annuo dell’ultimo decennio.

La curva di Keeling, chiamata cosi’ dallo scienziato che ha inventato lo strumento e ideato il metodo per misurare la concentrazione di CO2 atmosferica, mostra chiaramente l’accelerazione annua dagli anni sessanta ai giorni d’oggi.

Cosa possiamo fare? Abbassiamo i consumi, risparmiamo energia, usiamo meno l’auto, piantiamo alberi, informiamoci, parliamone… dobbiamo prendere coscienza ed essere consapevoli del futuro che stiamo creando per i nostri figli, per riuscire a cambiare qualcosa e soprattutto per spingere i Governi nazionali ad adottare politiche ecosostenibili.

Qui il link dell’organizzazione che si occupa del tracciameneto

https://www.co2.earth/daily-co2

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